Albo Autotrasporto: definite le percentuali di sconto sui pedaggi 2018

Il Comitato Centrale dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori ha ratificato la delibera numero 9/19 del 28 novembre 2019 che definisce le reali percentuali di sconto sui pedaggi autostradali relativi ai viaggi compiuti dai veicoli industriali delle imprese di autotrasporto durante il 2018. Come accade ogni anno, le percentuali reali sono inferiori a quelle stabilite in via teorica, perché sono calcolate sulle richieste ricevute e approvate, in base alle risorse stanziate. In linea di massima queste percentuali reali sono circa i tre quarti di quelle preventivate. Ecco i valori precisi approvato dal Comitato Centrale divisi per classi di fatturato autostradale classe ambientale del veicolo (tra parentesi il valore teorico).

Ricordiamo che i veicoli industriali con motore fino a Euro 2 non hanno mai diritto allo sconto.
Fatturato fino a 199.999 euro: nessuno sconto

Fatturato da 200.000 a 400.000 euro
Euro V o superiore o con alimentazione alternativa: 3,6378% (5%)
Euro IV: 1,4551% (2%)
Euro 3: 0,7276% (1%)

Fatturato da 400.001 a 1.2000.000 euro
Euro V o superiore o con alimentazione alternativa: 5,0929% (7%)
Euro IV: 2,9102 % (4%)
Euro 3: 1,4551% (2%)

Fatturato da 1.2000.001 a 2.5000.000 euro
Euro V o superiore o con alimentazione alternativa: 6,5480% (9%)
Euro IV: 4,3653% (6%)
Euro 3: 2,1827% (3%)

Fatturato da 2.5000.001 a 5.0000.000 euro
Euro V o superiore o con alimentazione alternativa: 8,0031% (11%)
Euro IV: 5,8204% (8%)
Euro 3: 2,9102% (4%)

Fatturato oltre 5.0000.000 euro
Euro V o superiore o con alimentazione alternativa: 9,4582 % (13%)
Euro IV: 6,5480 % (9%)
Euro 3: 3,6378 % (5%)

Fonte: Albo Autotrasporti

Nel 2020 aumenteranno pedaggi al Monte Bianco

La società che gestisce il tunnel stradale del Monte Bianco ha annunciato l’importo degli aumenti in vigore dal prossimo gennaio.
La Commissione Intergovernativa del Traforo del Monte Bianco ha stabilito la percentuale di aumento dei pedaggi dei veicoli, che decorrerà dal 1° gennaio 2020: 1,54%. Questo valore è la somma dello 0,59%, che corrisponde al tasso medio d’inflazione rilevato in Italia e Francia dal 1° settembre 2018 al 31 agosto 2019, e dello 0,95%, che rappresenta una prima compensazione dei costi legati alla messa in esercizio della galleria di sicurezza del traforo del Frejus. La nuova tariffa per i veicoli industriali a tre o più assi con altezza superiore a tre metri (Classe 4) sarà di 343,60 e 338,00 euro (corsa semplice lato Italia) o di 539,70 lato Italia e 530,90 euro lato Francia (andata e ritorno). Ricordiamo che nel traforo del Monte Bianco possono viaggiare solo i veicoli industriali di categoria Euro IV o superiore.

Fonte Trasporto Europa

2° Giornata del Traslocatore

Sabato 14 dicembre ore 10.00 presso il Centro Congressi Porto Antico di Genova si terrà la II Giornata del Traslocatore, promossa dall’Associazione traslocatori Professionisti.

L’evento, l’unico a livello nazionale interamente dedicato ai professionisti del settore, anche quest’anno sarà un occasione di confronto tra colleghi e di crescita professionale anche grazie all’intervento degli sponsor che presenteranno le maggiori novità sul mercato e ai tecnici che offriranno consulenze gratuite a chi ne fosse interessato.

PROGRAMMA EVENTO per Sabato 14 dicembre :
ore 10,00 apertura area espositiva con sponsor e consulenti
ore 13,00 light lunch
ore 15,00 Meeting “Gli sponsor ATP incontrano i traslocatori” aperto a tutti i partecipanti all’evento
ore 20, 30 Cena Spettacolo presso l’Hotel NH Collection Genova Marina
(prenotazione obbligatoria tramite il modulo che si trova sul sito www.atptraslochi.it)

Fonte: ATP Traslochi

PEDAGGI IN REPUBBLICA CECA

⚠️ Attenzione! Dal 1° dicembre 2019 la Repubblica Ceca adotterà un nuovo sistema di pagamento dei pedaggi. Tutti i clienti DKV, che transiteranno per il Paese, dovranno registrarsi sul sito DKV e dotarsi di box telematici per poter fatturare il pedaggio in modalità pre-pay o post-pay.

Corretto fissaggio del carico: Chiarimenti del Ministero dell’Interno

Una circolare del ministero dell’Interno precisa agli organi di Polizia come svolgere i controlli sul carico dei veicoli industriali, chiarendo le sanzioni e prevedendo la corresponsabilità del caricatore.

La circolare diffusa il 29 ottobre 2019 dalla Direzione Centrale per la Polizia Stradale del ministero dell’Interno chiarisce alcuni aspetti sui provvedimenti attuati dal Decreto del ministero dei Trasporti numero 215/2017, con lo scopo di fornire indicazioni alle pattuglie che disciplina e rende omogenei in tutta l’Unione Europa i controlli sul fissaggio del carico dei veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate (oltre che degli autobus e dei trattori agricoli).

La circolare affronta innanzitutto la corretta sistemazione del carico, necessaria perché la mancanza o l’insufficienza di misure che fissano il carico può causare la sua fuoriuscita dal vano o addirittura il ribaltamento del veicolo. Il testo sottolinea che per ridurre il rischio di spostamento del carico è necessario distribuirlo correttamente rispetto agli assi ma è importante anche ridurre l’attrito tra il carico e il pianale e a tale scopo si possono usare pure tappetini anti-sdrucciolevoli per usi industriali, che possono integrare le cinghie e le catene di fissaggio. Rispetto a questi ultimi, la circolare precisa che “l’utilizzo di sistemi non omologati, privi di etichetta di certificazione, equivale al mancato uso del dispositivo”.

La circolare prosegue parlando dei soggetti che possono svolgere i controlli ed erogare le eventuali sanzioni. Il Decreto 215/2017 stabilisce che lo debbano fare gli ispettori del ministero dei Trasporti, ma la circolare precisa che gli articoli 11 e 12 del Codice della Strada “non escludono a priori” anche la competenza della Polizia Stradale “ogni qualvolta l’accertamento non richieda un controllo approfondito che presuppone particolari competenze e conoscenza specialistiche”. In concreto, gli agenti della Polstrada possono contestare la violazione “ove venga individuata una macroscopica violazione della norma”. A tale proposito, il testo porta degli esempi: carico disposto su un lato e non bilanciato, assenza di cinghie o catene dove previste, cinghie o catene prive di etichetta di omologazione o etichette non leggibili.

La circolare spiega anche quali articoli del Codice della Strada si possono applicare nel caso violazione. Innanzitutto i commi 1 e 4 dell’articolo 79 del Codice della Strada sull’efficienza dei veicoli che prevede una sanzione da 84 a 335 euro, poi l’articolo 164 dello stesso Codice, dedicato in modo specifico alla sistemazione del carico, che prevede anch’esso sanzioni da 84 a 335 euro. La circolare aggiunge che nel caso di violazione rilevata sulla strada “occorre inoltre considerare la responsabilità degli altri soggetti della filiera dell’autotrasporto”. In prima battuta deve essere considerato il caricatore e poi, “solo nel caso in cui siano accertate specifiche responsabilità”, il vettore, il committente e il proprietario della merce.

Più nel dettaglio, la circolare indica di applicare – in presenza di carenze macroscopiche – l’articolo 164 del Codice della Strada in caso di carico sbilanciato o sistemato in modo tale da ostruire la visuale al conducente (con ritiro della carta di circolazione fino al ripristino del carico) e l’articolo 79 dello stesso Codice in caso di sistemi di ancoraggio assenti o privi di etichetta di omologazione (con un solo contesto a prescindere dal numero di violazioni accertate). In questi casi raccomanda agli agenti di fotografare il vano di carico e reperire i documenti sul trasporto. Questi ultimi servono per individuare il caricatore che, se è diverso dal conducente, richiede un altro verbale.
Un altro chiarimento della circolare riguarda la perdita del carico in caso d’incidente stradale, perché questa situazione può avere una “particolare rilevanza”. Quindi, il ministero raccomanda agli agenti di acquisire documentazione fotografica e descrittiva dello stato della merce, “con particolare riferimento ai sistemi adottati per l’ancoraggio”, come tappetini, cinghie e catene. Per ciascuno di tali elementi bisogna indicare marca, modello, tipo e omologazione. Per i veicoli che trasportano container la circolare raccomanda di verificare l’utilizzo di perni metallici di ancoraggio al telaio del rimorchio.

Fonte: Truck24

Dal 2021 stop al recupero accise per i mezzi euro 3 ed euro 4

Il Documento di programma di Bilancio approvato il 15 ottobre dal Consiglio dei ministri elimina la riduzione dell’accisa sul gasolio concessa all’autotrasporto ai veicoli industriali con motore Euro 3 o Euro IV. Ma non è ancora un provvedimento definitivo.

Dopo settimane indiscrezioni e allarmi da parte delle associazioni degli autotrasportatori, pare che il Governo abbia preso una decisione sulla riduzione delle accise per le imprese di autotrasporto, che non piacerà agli operatori. Infatti, il Documento di programma del Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri elimina questo beneficio per i veicoli industriali con motore Euro 3 ed Euro IV (le classi sotto l’Euro 3 sono già escluse) dal 2021. Il Governo ha inserito questo provvedimento nel capitolo della promozione della sostenibilità ambientale, insieme con l’introduzione di un’imposta sugli imballaggi in plastica (che entrerà in vigore nel giugno del 2020). Ma non è ancora certo che tutti i provvedimenti scritti nel Documento saranno effettivamente attuati, perché l’approvazione del Consiglio dei ministri è avvenuta “salvo intese”, quindi lasciando aperti spazi di trattativa. Ora le associazioni di categoria inizieranno una vertenza, preannunciato già nelle scorse settimane.

CQC: Chiarimenti importanti sulle scadenze al 2020/2021. Necessario il rinnovo al 2019.

La CQC ( Carta di qualifica del conducente) introdotta dall’ Unione Europea con la direttiva 2003/59/CE , è un documento di idoneità alla guida che devono possedere i conducenti che effettuano professionalmente l’autotrasporto di persone e/o di cose in possesso delle patenti di categoria C1, C ,C1E,CE,D1,D,D1E o DE.

La CQC si consegue partecipando un corso di formazione iniziale di 280 ore. Ha scadenza 5 anni e va rinnovata frequentando un corso di formazione periodica di 35 ore .

I conducenti già in possesso di patente “C” alla data del 09 settembre 2009 e patente “D” alla data del 09 settembre 2008 hanno ottenuto la CQC senza frequentare corsi di formazione iniziale, semplicemente presentando la documentazione richiesta.

Le CQC rilasciate per “documentazione” avevano validità 5 anni (come previsto dalla normativa) e le seguenti scadenze:

– 09.09.2013 CQC PERSONE

– 09.09.2014 CQC MERCI

Prima di tale scadenza gli autisti avrebbero dovuto effettuare un corso di formazione periodica per il rinnovo della CQC e le scadenze sarebbero dovute essere

– 09.09.2018 CQC PERSONE

– 09.09.2019 CQC MERCI

A causa di vari ritardi nell’autorizzazione dei corsi di aggiornamento e disguidi vari, il Ministero aveva deciso di prorogare i termini per la partecipazione ai corsi stessi.

Per parificare la cadenza della CQC con quella della patente, il Ministero ha prorogato la scadenza della CQC portandola ad un periodo maggiore di 5 anni.

Quali soggetti hanno una CQC con “errata” validità 7 anni?

I soggetti che hanno effettuato il primo rinnovo temporale compreso tra il 2013 e il 10 giugno 2014 – avendo conseguito la CQC per documentazione – dispongono ora di una con scadenza 2021.

La CQC conseguita per documentazione e con scadenza 2021 è quindi valida?

NO in quanto la DIRETTIVA UE 2003/59 all’art 8 c. 2 cita “Gli Stati membri possono ridurre o prorogare i termini di cui alle lettere a) e b), in particolare allo scopo di farli coincidere con la data di scadenza della validità della patente di guida o di consentire un’introduzione graduale della formazione periodica. Tuttavia, tale termine non può essere né inferiore a tre anni né superiore a sette anni.

Il MIT con decreto Ministeriale del 10 giugno 2014, ha uniformato alla direttiva Europea la validità quinquennale della CQC, abrogando l’art. 2 del DD 6.8.2013 che prevedeva le scadenze settenali

Secondo le Associazioni di categoria più rappresentative, il Ministero non emetterà alcuna nota di chiarimento.

E avrebbe fornito le seguenti indicazioni operative:

“Dalla data del 9.9.2014 per CQC trasporto merci, i cinque anni scadono al 9.9.2019; i 2 anni di “proroga” riconosciuta dalla Commissione UE viene assorbita nei 5 anni e non aggiunta alla data iniziale del 2014, che avrebbe esteso a 7 anni la validità, cosa questa non consentita dalle norme unionali in materia.”

Il nostro consiglio è quello di provvedere ad effettuare il rinnovo della CQC anche se sul documento è presente la scadenza del 2020/2021.

In caso di CQC scaduta il conducente non può effettuare la propria attività.

Ci riserviamo in ogni caso di dare ulteriori notizie o informazioni qualora il Ministero emanasse delle linee guida o delle direttive operative in merito.

Fonte: Truck24.it

Recupero Accise: sempre più a rischio il sussidio per gli autotrasportatori

Ieri è apparsa la prima bozza del decreto Clima, che già dalle prime ore è contestata dalle associazioni degli autotrasportatori. Il punto d’attrito è la possibilità di ridurre progressivamente, fino a una totale eliminazione, i sussidi “ambientalmente dannosi”, ossia quelli che in modo diretto o indiretto incentivano l’uso di prodotti ritenuti dannosi per l’ambiente, tra cui il gasolio. In concreto per l’autotrasporto, ciò significherebbe intervenire sullo sconto alle accise che viene erogato trimestralmente alle imprese che usano veicoli industriali con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate e motori Euro 3 o superiori. Il testo diffuso il 18 settembre prevede la riduzione del 10% dal 2020, con eliminazione completa entro il 2040. Ricordiamo che per tale sconto lo Stato impiega 1,2 miliardi di euro l’anno.

Fonte: Truck24.it

Cambia l’esame per il conseguimento della CQC

La Gazzetta Ufficiale numero 195 del 21 agosto 2019 ha pubblicato il Decreto del ministero dei Trasporti del 5 luglio 2019 che porta importanti modifiche allo svolgimento dell’esame per conseguire la carta di qualificazione dei conducenti di veicoli industriali e autobus.

Con questo Decreto, il ministero dei Trasporti modifica le norme per conseguire la Cqc contenute nel Decreto del 20 settembre 2013. La principale novità è l’introduzione dell’informatica nella prova d’esame: ora le domande cui i candidati devono rispondere sono tratte, in modo casuale, da un database di quesiti. Viene così creato un questionario formato da settanta domande, cui il candidato deve rispondere su un sistema informatizzato “vero” o “falso”, barrando rispettivamente la lettera V o F, in un tempo massimo di novanta minuti (un’ora e mezzo). Il testo precisa che delle settanta domande, quaranta riguardano gli argomenti previsti dall’articolo 7 (lettera a del comma 4) del decreto del 20 settembre 2013, ossia la parte comune alle Cqc merci e passeggeri che riguarda aspetti tecnici, norme sul lavoro, prevenzione e comportamento. Le altre trenta domande riguardano le lettere b e c dello stesso articolo e sono quelle dedicate al tipo di abilitazione scelta dal candidato. Per passare l’esame, il candidato non deve fornire più di sette risposte sbagliate.
Nel caso in cui l’esame è svolto da un autista che ha già la carta di qualificazione per il trasporto di merci e vuole conseguire anche quella per le persone, egli deve rispondere solo alle trenta domande relative a quest’ultima abilitazione (ossia quelle previste dalla lettera c del comma 4 dell’articolo 7 del Decreto del 20 settembre 2013. In questo caso, il tempo a sua disposizione è di 40 minuti e il numero massimo di errori ammesso per la promozione è tre. Nel caso inverso, ossia un autista con Cqc passeggeri che vuole conseguire quella per le merci, il candidato deve rispondere a trenta quesiti della lettera b, sempre nel tempo di 40 minuti e un massimo di tre errori.

Se il candidato ha già l’attestato d’idoneità professionale per svolgere l’attività di autotrasporto merci o passeggeri e vuole conseguire la carta di qualificazione per il settore di cui è idoneo, deve rispondere solo alle 40 domande comuni ai comparti merci e passeggeri (ossi quelle della lettera a) in un tempo di di 50 minuti e con un massimo di quattro errori. Invece, se tale candidato con attestato vuole conseguire la Cqc per il suo settore e ha frequentato il corso di formazione previsto dal comma 5 dell’articolo 9 del Decreto del 20 settembre 2013, ottiene la carta di qualificazione della tipologia per cui ha frequentato la parte pratica del corso senza esame, solo esibendo alla Motorizzazione l’attestato di frequenza del corso stesso.

Per accedere all’esame, il candidato deve presentare la domanda entro dodici mesi dalla data di validità dell’attestato di frequenza del corso di formazione previsto dalla Legge. Il candidato che supera l’esame riceve un duplicato della patente di guida con il codice unionale 95, che certifica il conseguimento della Cqc, con indicazione della data di scadenza della certificazione. Se il candidato non ha ancora conseguito la patente superiore ma ha un’autorizzazione per esercitarsi alla guida per una patente C, CE, D o DE ottiene una Cap che certifica il conseguimento della Cqc, che deve presentare alla Motorizzazione quando affronterà l’esame per la patente. Se passerà tale esame riceverà la patente con il codice unionale 95.
Che cosa succede invece ai candidati che non superano l’esame per la carta di qualificazione? Potranno sostenere un nuovo esame, ma non prima di trenta giorni dalla data di quello che non hanno superato.

Fonte: Truck24.it