Cura Italia: tutte le proroghe che riguardano l’autotrasporto

Il Decreto Legge ” Cura Italia”, pubblicato sulla G.U. del 17 marzo, riconosce il trasporto tra le attività maggiormente colpite dagli effetti economici del Covid 19 e consente all’intero settore di poter beneficiare di una lunga sospensione dei pagamenti e degli adempimenti fiscali. In particolare, consente alle aziende, a prescindere dal fatturato, di rinviare tutti i pagamenti al primo giugno (poichè il 31 maggio cade di domenica) per saldare i tributi (Irpef e Iva) e i contributi (Inps e Inail) scaduti lo scorso 16 marzo (le somme dovute potranno essere pagate in un’unica soluzione oppure a rate, fino ad un massimo di cinque). A questa agevolazione si aggiunge quella della sospensione di tutti gli adempimenti che scadono tra l’8 marzo e il 31 maggio di quest’anno, così come la trasmissione telematica della dichiarazione annuale Iva (in scadenza il 30 di aprile) e i pagamenti relativi alle cartelle esattoriali, agli avvisi di accertamento esecutivi delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli e agli avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali (i relativi versamenti dovranno essere eseguiti in un’unica soluzione entro il prossimo 30 giugno, senza sanzioni e interessi). Il decreto prevede inoltre il differimento dei termini per le istanze di interpello e di consulenza fiscale, nonché delle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione, di accessi e verifiche e di contenzioso tributario, a meno che non siano in imminente scadenza (o sospesi in base ad espresse previsioni normative). Ed è moratoria anche sulle rate di mutuo a micro, piccole e medie imprese così come per le rate di leasing, delle aperture di credito e dei finanziamenti a breve in scadenza. Inoltre, a coloro che attiveranno le procedure di sanificazione, per contenere il contagio da Covid-19, viene riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta pari alla metà delle spese sostenute per sanificare gli ambienti e gli strumenti di lavoro, fino ad un massimo di 20mila euro (per ottenere il credito, occorrerà attendere le relative istruzioni che verranno a breve impartite dal ministero dello Sviluppo economico e dall’economia). Ricordiamo anche che, fino al prossimo 31 ottobre, viene autorizzata la circolazione dei veicoli che devono essere sottoposti a revisione entro il 31 luglio.

Infine, slitta dal 1° aprile al 30 giugno 2020 l’obbligo di denuncia di esercizio per gli esercenti di depositi per uso privato, agricolo e industriale aventi capacità superiore a 10 mc e non superiore a 25 mc, nonché per gli esercenti apparecchi di distribuzione automatica di carburanti per usi privati, agricoli e industriali, collegati a serbatoi la cui capacità globale è superiore a 5 mc e non superiore a 10 mc.

Di seguito uno schema con tutte le scadenze riguardanti documenti di identità e di circolazione dei veicoli.

PATENTI 31.08.2020

L’art.104 prevede che la validità dei documenti di riconoscimento e di identità di cui all’art.1, comma 1, lettere c), d) ed e) del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2020, n° 445, rilasciati da amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto sia prorogata al 31 agosto 2020. La validità ai fini dell’espatrio resta invece limitata alla data di scadenza indicata nel documento.

REVISIONE 31.10.2020

In base all’art. 92, comma 4, è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e di prova di cui agli art. 75 e 78 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n° 285 ovvero alle attività di revisione di cui all’art. 80 del medesimo decreto legislativo.

DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO E D’INTENTITA’ 31.08.2020

In base all’art. 104, la validità dei documenti di riconoscimento e di identità di cui all’art.1, comma 1, lettere c), d) ed e) del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2020, n° 445, rilasciati da amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto sia prorogata al 31 agosto 2020. La validità ai fini dell’espatrio resta invece limitata alla data di scadenza indicata nel documento.

FOGLIO ROSA

Le autorizzazioni ad esercitarsi alla guida con scadenza compresa tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2020 sono prorogate fino al 30 giugno 2020. Questo in base all’art. 1, comma 2, MIT – Decreto Dirigenziale 10 marzo 2020, prot. n° 50.

CQC 30.6.2020

Le carte di qualificazione del conducente, aventi scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020, sono prorogate per il trasporto sul territorio nazionale fino al 30 giugno 2020 (art 1, comma 2, MIT – Decreto Ministeriale 10 marzo 2020, prot. N. RU 8409).

CFP 30.6.2020

I certificati di formazione professionale per il trasporto di merci pericolose, aventi scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020, sono prorogati per il trasporto sul territorio nazionale fino al 30 giugno 2020. (art 1, comma 2, MIT – Decreto Ministeriale 10 marzo 2020, prot. N. RU 8409).

PERMESSO PROVVISORIO DI GUIDA 30.6.2020

Fino al 30 giugno 2020 è prorogato, senza oneri per l’utente, il permesso provvisorio di guida rilasciato ai sensi dell’art. 59 della Legge 29 luglio 2010, n° 120, nel caso in cui la commissione medica locale, nel giorno fissato per l’accertamento sanitario ai sensi dell’art. 119 del CdS, non abbia potuto riunirsi a causa della situazione di emergenza sanitaria in atto (Art. 1 MIT del Decreto Ministeriale 108 dell’11.3.2020).

DIVIETO DI CIRCOLAZIONE TRASP. INTERNAZIONALE 22.3.2020

Il calendario dei divieti di circolazione dei veicoli adibiti per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 Ton sulle strade extraurbane, nei giorni festivi e in altri giorni dell’anno 2020, di cui all’art. 2 del decreto ministeriale 12 dicembre 2019, n° 578, è sospeso per il giorno 22 marzo (e già per il 15 la settimana scorsa) e limitatamente ai veicoli che effettuano servizi di trasporto merci internazionale sino a successivo provvedimento ((Art. 1 MIT del Decreto Ministeriale 115 del 13.3.2020).

Fonte: Truck24

Coronavirus: L’Europa e il trasporto merci. Limiti, divieti, accessi.

Le limitazioni introdotte dal DPCM del 9 marzo 2020 non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Pertanto, salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i trasfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa.

Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

Vediamo come evolve la situazione del trasporto merci nel resto d’Europa:

SLOVENIA

La Slovenia ha annunciato controlli ai confini con l’Italia e la contemporanea chiusura dei valichi secondari. Per ora, il Governo sloveno non ha precisato i dettagli operativi, ossia controlli a campione sulla base delle targhe, con una particolare attenzione a quelle di Lombardia e Veneto. Ciò potrà comportare rallentamenti al passaggio della frontiera, anche per i veicoli industriali.

AUSTRIA

I controlli austriaci avrebbero dovuto iniziare ieri lunedì 9 marzo 2020, ma il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha deciso un rinvio a data da destinarsi perché pare che l’organizzazione sia piuttosto complessa. Si parla di un primo inizio al confine con il Tirolo da oggi martedì 10 marzo, mentre a Tarvisio da mercoledì 11 marzo o giovedì 12 marzo. È comunque confermato che i controlli saranno a campione su autostrade, strade statali e ferrovia, anche nei valichi minori come Passo Resia e Sillian.

Secondo alcune indiscrezioni, i controlli austriaci non riguarderanno solo la temperatura, ma prevederebbero anche un questionario per conoscere il luogo di provenienza dei passeggeri e potrebbe avvenire che se giungono dalla Zona Arancione non potranno passare la frontiera. Non è chiaro se ciò avverrà anche per i veicoli industriali.

Il ministero degli esteri di Vienna ha diffuso un appello agli austriaci, che attualmente si trovano in Italia, a tornare in Austria. Ne dà notizia l’agenzia Ansa. Vienna ha anche messo in guardia i suoi cittadini da viaggi in Italia.

ALBANIA

Il Governo albanese ha decretato l’immediata sospensione dei collegamenti marittimi con il porto di Durazzo che erano operati da Adria Ferries con i porti di Trieste e Ancona. “Questa situazione ci preoccupa sia dal punto di vista sanitario sia economico perché avrà conseguenze su un momento fortemente positivo che sta vivendo il porto di Ancona, sia per la sua fase espansiva e di sviluppo sia per l’incremento dell’occupazione”, dice Rodolfo Giampieri, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centrale.

Le restrizioni decise dal Governo albanese per il contenimento della diffusione del coronavirus nel Paese prevedono, fra l’altro, di sospendere fino al 3 aprile i voli dagli aeroporti e dai porti del nord Italia verso Durazzo. Sono stati quindi cancellati i voli da Milano Malpensa, Milano-Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, Perugia, Pisa, Rimini, Venezia e Verona.

MALTA

Malta ha sospeso i collegamento passeggeri con l’Italia, aeri e navali. La decisione, presa in conseguenza alle misure italiane, è stata comunicata nella notte dal primo ministro, Robert Abela, in una conferenza stampa in cui ha reso noto nota anche una quarta positività al virus sull’isola, dopo quella di una famiglia italiana rientrata dal Trentino. Sull’isola vivono oltre 9 mila italiani residenti, ai quali vanno aggiunti almeno altri 15 mila per lavoro, studio o turismo.

SVIZZERA

«Le limitazioni introdotte oggi non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa». Una nota esplicatica al DCPM del 8 Marzo, pubblicata sul sito del ministero degli Esteri, precisa così le regole per gli italiani che lavorano in Svizzera. I quali «potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli».

Anche le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Un’esigenza sottolineata inoltre da Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, che chiede al Governo «di garantire e favorire la libera circolazione delle merci in entrata e in uscita dalle vaste aree interdette in cui si originano quote decisive del Pil, del lavoro e dell’export italiano».

FRANCIA

La Francia ha elaborato una strategia di lotta al coronavirus che prevede tre fasi. Per ora è ferma alla fase due, quella che «non implica una circolazione attiva del virus ma solo casi sporadici», secondo la codifica del ministero della Sanità transalpino. Per passare alla fase tre bisogna riscontrare una «circolazione attiva del virus su tutto il territorio».
Se e quando si passerà alla fase tre, la strategia francese messa a punto nel 2011 contro il rischio di pandemie prevede il passaggio da una fase di «contenimento» a una di «mitigazione». Cosa significa? La mobilitazione totale di tutto il sistema sanitario francese contro il coronavirus, il trattamento dei pazienti più lievi a livello domiciliare, la chiusura di scuole e asili (già attivata in specifiche aree), la limitazione dei viaggi non essenziali e delle attività collettive, la possibile sospensione di alcuni trasporti pubblici. Più o meno quello che sta accadendo nel Nord Italia.

GERMANIA

In Germania la situazione è leggermente migliore che in Francia, anche se esiste un focolaio molto preoccupante nel Nord Reno Vestfalia, dove si concentrano oltre la metà dei contagiati: il più colpito, in particolare, è il distretto di Heisenberg, la “Codogno tedesca”, dove sono state chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Anche in Germania, insomma, ci troviamo in una fase di contenimento simile a quella francese.

Fonte: Truck24

Pedaggi autostradali, presto in Italia il DKV Box

La società tedesca ha sottoscritto un contratto con Autostrade per l’Italia per
l’introduzione del dispositivo di pagamento dei pedaggi nel nostro Paese
Arriva anche nel nostro Paese il telepedaggio di DKV. La società tedesca
ha sottoscritto un accordo con Autostrade per l’Italia per introdurre
il DKV Box Italia nel pagamento del pedaggio senza contanti per i mezzi
di peso superiore a 3,5 tonnellate. Come è noto, con oltre 3.000 km,
Autostrade per l’Italia gestisce più della metà delle autostrade a pedaggio in
Italia.
La firma del contratto apre la strada alla certificazione finale per DKV Euro
Service come service provider certificato da parte di Aiscat (Associazione
italiana concessionari autostrade e tunnel). E non è tutto perché a breve
anche il DKV Box Europe riceverà l’approvazione definitiva.
Il DKV Box Italia è un dispositivo OBU (On Board Unit), dotato di tecnologia
radio ibrida, che permette di rilevare e conteggiare i pedaggi sulla rete
autostradale italiana. I caselli autostradali tricolori interessati sono già stati
dotati di software e hardware necessari per la rilevazione del pedaggio con
il nuovo strumento. Inoltre, sono stati anche installati appositi cartelli e
corsie che indicano al conducente in quali varchi può essere impiegato il
dispositivo. Insomma, la bandiera a scacchi è pronta: basta sventolarla e si
parte.

Fonte: Uomini e Trasporti

Coronavirus: Libero il trasporto delle merci secondo il DPCM dell’8 Marzo 2020

“Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci e’ considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto puo’ quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci”. Lo precisa una nota esplicativa del dpcm pubblicata sul sito del governo.(ANSA). CHI 08-MAR-20 15:31

Ricordiamo pertanto le precauzioni e gli obblighi da seguire:

Il primo obbligo del datore di lavoro è valutare tutti i rischi, anche quelli sanitari, e informare i lavoratori. L’epidemia di Covid-19 introduce il rischio biologico in molte imprese che finora non lo hanno considerato e il secondo passo, dopo l’informazione specifica, è attivare misure collettive e personali per prevenire l’infezione. Quelle che interessano maggiormente il trasporto e la logistica sono alcune misure di protezione collettiva e individuale.

Nel primo caso, il primo provvedimento è evitare il sovraffollamento e la vicinanza tra le persone non solo sul posto di lavoro, ma anche in locali comuni, come mense, erogatori di bevande, montacarichi, ascensori. In linea generale, il ministero della Salute consiglia una distanza di almeno due metri da altre persone, specialmente se tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre. Ricordiamo che altre prescrizioni importanti sono lavarsi spesso le mani ed evitare di toccarsi occhi, bocca e naso con le mani non pulite. L’impresa deve assicurare un frequente ricambio dell’aria e la pulizia con prodotti igienizzanti.

In certi casi sono necessari dispositivi di protezione individuale, tra cui spiccano guanti e mascherine. I primi servono a chi tocca spesso superfici usate da altre persone. Bisogna cambiarli frequentemente e evitare di toccarsi il viso quando sono indossati. Inoltre, prima e dopo indossare i guanti è opportuno lavarsi le mani o passare prodotti disinfettanti. Per quanto riguarda le mascherine, bisogna essere consapevoli che non tutte proteggono nello stesso modo. Se necessario, bisognerebbe indossare almeno le semimaschere (che coprono naso, bocca e mento) con filtro che soddisfano i criteri della normativa UNI EN 149.2001. Più efficaci sono le semimaschere certificate FF3 e FF3, che però sono usate prevalentemente in ambito medico. Le maschere chirurgiche o igieniche senza filtro possono servire solo per evitare che gli altri si contagino con la nostra saliva.

Per quanto riguarda gli autisti non esistono prescrizioni specifiche obbligatorie. Oltre a quelle comuni si può consigliare di restare in cabina quando possibile. La cabina va tenuta pulita e areata (il virus non si trasmette tramite l’aria, ma tramite gocce di saliva) ed è meglio limitare il più possibile l’accesso a estranei. Se il camion è condiviso da più autisti e consigliabile pulire le superfici interne ogni cambio di conducente. Nel caso si debbano usare dispositivi comuni, come transpallet o rollbox, consigliamo di farlo usando i guanti.

È importante ricordarsi che i touch screen possono essere fonte di contagio se usati frequentemente da tante persone. In questo caso si possono indossare guanti specifici oppure usare le apposite penne invece delle dita. In tutti i casi, bisogna lavarsi le mani dopo l’uso (o usare un prodotto igienizzante). Consigliamo anche una frequente pulizia del proprio smartphone con qualsiasi prodotto igienizzante.

Entro questa sera il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti emanerà delle linee guida sul trasporto e la movimentazione delle merci, anche alla luce delle numerose ordinanze dei presidenti delle Regioni del Sud che impongono la quarantena per coloro che rientrano dalle zone rosse.

Confermiamo allo stato attuale che non esiste quindi alcun blocco delle merci e che a titolo precauzionale è opportuno contattare le Prefetture dei luoghi interessati al carico e allo scarico delle merci per avere ragguagli e informazioni ulteriori, qualora questo sia necessario.

Fonte: ANSA

La psicosi del coronavirus si diffonde nell’autotrasporto

Dopo la scoperta dei focolai di Covid-19 in Lombardia e Veneto si è diffusa la diffidenza degli autisti stranieri verso l’Italia e diverse aziende di autotrasporto europee hanno dovuto dichiarare esplicitamente che non servono le aree isolate. Ma neppure questo sembra bastare, perché alcune notizie di cronaca mostrano il rifiuto di camionisti di caricare e scaricare anche in località che non risultano a rischio. Questo atteggiamento pare diffuso soprattutto tra gli autisti dell’Est, che sono quelli che frequentano maggiormente le strade italiane, i quali temono di essere posti in isolamento quando rientrano nel loro Stato.

Per esempio, il ministero della Salute rumeno ha emanato disposizioni per le persone che provengono dalle aree italiane interessate dalla Covid-19, disposizione che interessa anche gli autisti di veicoli industriali. Gli autisti che hanno svolto viaggi nei focolai che sono stati isolati sono posti in quarantena in spazi appositi per quattordici giorni, anche se non mostrano sintomi di malattia, mentre quelli che hanno viaggiato in aree ritenute a rischio (il cui elenco è aggiornato sul sito del ministero della Salute) devono mettersi in auto-isolamento con i loro conviventi, sempre per quattordici giorni. Sarebbero considerate a rischio alcune zone della Lombardia e del Veneto poste fuori da quelle isolate.

Accanto a comprensibili misure di precauzione le cronache italiane riportano casi di vera psicosi, come quella riferita dall’agenzia Ansa il 4 marzo 2020, che riporta una dichiarazione del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, secondo cui un camion tedesco che stava trasportando un carico di attrezzature per una scuola della città friulana sarebbe rimasto fermo lungo l’autostrada del Brennero al confine con l’Italia, prima del confine italiano, perché l’autista ha avuto paura di contrarre il virus o comunque di essere posto in isolamento al suo ritorno in Germania. Un’altra segnalazione viene dal mercato ortofrutticolo di Padova (Maap), il cui vice presidente Giancarlo Daniele ha dichiarato che alcuni autisti rumeni hanno rifiutato di operare nel mercato perché poi temono di essere posti in isolamento quando rientrano in Romania.

Ma non solo gli autisti sono coinvolti dalla psicosi del coronavirus. Nei giorni scorsi sono emersi casi di merci italiane rifiutate all’estero per il timore di contaminazione. Alcuni Paesi starebbero chiedendo una sorta di certificazione antivirus, che non esiste formalmente, per le spedizioni provenienti dall’Italia. Siccome le merci non hanno tale documento, sono bloccate alle frontiere. Questi casi hanno spinto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a chiedere ad ai Paesi interessati di rimuovere i blocchi, che sono “inaccettabili”.

Fonte: Trasporto Europa