Accordo BIM SERVICE-USARCI MILANO

–FATTURAZIONE ELETTRONICA PER IL CARBURANTE–
Annunciamo con grande soddisfazione l’accordo stipulato con USARCI MILANO per i servizi riguardanti le CARTE CARBURANTE DKV.
Tutti gli Associati USARCI MILANO potranno richiedere direttamente a BIM SERVICE la carta DKV che prevede la possibilità di fare rifornimento ovunque, detraibilità dell’IVA, pagamenti tracciati con fattura ogni 15 giorni e pagamento il mese successivo.
Un servizio dedicato per poter fare rifornimento ovunque evitando di girare inutilmente per trovare il prezzo più basso.
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Controlli su camion Truck & Bus da 23 a 29 luglio 2018

Lunedì 23 luglio è iniziata la seconda campagna di quest’anno organizzata in tutta Europa dal coordinamento delle Polizie Tispol per controlli straordinari su veicoli industriali e autobus, che durerà fino a domenica.
Durante l’intera settimana il network di Polizie Tispol svolgerà sulle strade di ventotto Paesi europei una campagna di controlli straordinari per camion e autobus, nota come Truck & Bus, che viene organizzata due volte l’anno, generalmente a febbraio e luglio. Anche l’Italia partecipa a questa campagna con uno spiegamento di Polizia Stradale sulle principali arterie della Penisola. Da lunedì 23 luglio a domenica 29 luglio gli agenti della Polstrada si concentreranno sulla verifica dello stato psicofisico dei conducenti, sul rispetto dei limiti di velocità e dei tempi di guida e di riposo, sul rispetto della normativa ADR e di tutte le altre prescrizioni sull’autotrasporto previste dalla normativa nazionale e comunitaria.

Fonte: Trasporto Europa

Ecco il costo del taglio delle deduzioni forfettarie

Mercoledì 18 Luglio 2018 18:48 E-mail Stampa PDF
La Cgia di Mestre ha valutato l’impatto economico per le imprese di autotrasporto della riduzione dell’importo giornaliero delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate e del ritardo dell’emanazione della comunicazione.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato in ritardo – ben oltre il termine del 2 luglio, data ultima per versare le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi delle imprese senza la maggiorazione dello 0,40% – i provvedimenti su corrispettivo e modalità con cui le imprese di autotrasporto possono dedurre le spese non documentabili dai propri redditi. E già questo comporta un danno per le aziende che hanno diritto al beneficio, che devono versare la maggiorazione sulle tasse dovute per colpa dell’amministrazione pubblica. Ma il il colpo peggiore viene dalla drastica riduzione dell’importo giornaliero, passato da 51 a 38 euro per i viaggi fuori dal Comune dove ha sede l’azienda e da 17,85 a 13,3 euro per quelli all’interno del Comune.
La Cgia di Mestre ha calcolato le conseguenze di tale diminuzione per le imprese di autotrasporto. Considerando una società individuale di autotrasporto con reddito di 30 mila euro che svolge viaggi giornalieri fuori dal Comune dove ha sede, l’associazione stima che a fronte di deduzioni spettanti nel 2016, l’impresa perda 1423 euro. Infatti, le deduzioni scendono da 11.628 a 8664 euro, con una maggiore tassazione media di 1389 euro, cui si aggiungono 34 euro di maggiorazione per il pagamento oltre il termine del 2 luglio. Commentando questo dato, il presidente della Cgia, Claudio Mancin, ha dichiarato: “Sono state disattese le aspettative di un intero settore già fortemente provato dalla crisi. Se oltre a queste novità sommiamo la riduzione prevista per i fondi destinati ai pedaggi autostradali, il caro gasolio, i costi di esercizio, la fortissima concorrenza sleale praticata dai vettori stranieri il futuro si presenta sempre più incerto”.

Fonte: Trasportoeuropa

1 Luglio 2018: Come pagare il gasolio per detrarre l’IVA senza problemi con il Fisco

Il 1 luglio è arrivato ed è tempo di comprendere meglio cosa succede quando il consumatore o il titolare di partita Iva compra del gasolio e della benzina per motori di autotrazione dal gestore del distributore stradale di carburante.
1) In primo luogo le regole che vedremo sono solo, appunto, riferite al gasolio e benzina da autotrazione , non riguardano altri tipi di carburanti (GPL) ovvero altri utilizzi (nautica ovvero motori fissi, gruppi elettrogeni e apparecchiature varie).
2) Bisogna distinguere l’acquisto fatto dal privato rispetto a quello fatto dalla partita Iva che acquista il carburante per dedurlo, ai fini delle imposte dirette, e per detrarlo ai fini Iva. Attenzione che in questo ultimo caso bisogna comprendere anche l’acquisto fatto dal dipendente in trasferta.
3) Per il consumatore finale che va a fare benzina la cosa è piuttosto facile perché non cambia nulla rispetto al passato.
4) Per le partite Iva invece il discorso è diverso: vediamo le 4 casistiche principali.
Caso 1 – il professionista e l’impresa si presentano alla pompa di benzina in orario di apertura con la presenza del gestore e chiedono al gestore l’erogazione della benzina con lo scopo di ottenere i relativi benefici fiscali. La norma allo stato attuale non gli consente di chiedere la fattura (anche se sul punto si ritiene che la disposizione è stata superata dal nuovo assetto globale, sul punto però si attende un chiarimento dell’Agenzia). Pertanto, allo stato attuale per ottenere la deduzione, ai fini delle imposte dirette o ai fini Iva, si ritiene che il contribuente abbia due soluzioni: la prima si presenta con la carta carburante e fa apporre la firma e il timbro dal gestore, ma non basta: è costretto a pagare con un mezzo tracciabile suo (carta di credito, di debito o pagamento da smartphone ecc.) oppure intestato all’impresa o al professionista ovvero anche intestato al soggetto che fa il rifornimento ma che deve avere con l’impresa o il professionista un rapporto di lavoro in essere (in questo ultimo caso il rimborso va fatto con mezzo tracciabile);
Caso 2 – il professionista e l’impresa si presentano alla pompa di benzina in un orario in cui funziona solo il self service con lo scopo di ottenere i relativi benefici fiscali. La norma allo stato attuale gli consente di chiedere la fattura differita portando al gestore lo scontrino che gli rilascia il distributore automatico ovvero, se il self service è predisposto può attraverso un lettore ottico del distributore automatico fornire i suoi dati fiscali (utilizzando anche il QRcode rilasciato dall’Agenzia delle Entrate). Comunque, per ottenere tutti i benefici fiscali è costretto a pagare con un mezzo tracciabile (carta di credito, di debito o pagamento da smartphone ecc.), intestato alla impresa o al professionista ovvero anche intestato al soggetto che fa il rifornimento ma che deve avere con l’impresa o il professionista un rapporto di lavoro in essere (in questo ultimo caso il rimborso al dipendente va fatto con mezzo tracciabile);
Caso 3 – il professionista o l’impresa hanno stipulato un contratto di netting con la compagnia petrolifera ovvero un contratto di servizi con un provider. In questo caso qualunque sia l’orario in cui viene fatto il rifornimento (in presenza o meno del gestore) dovrà utilizzare la carta che gli è stata rilasciata dalla compagnia petrolifera ovvero dal provider. A seconda delle carte gli richiederà di inserire il numero dei chilometri. Il contribuente riceverà a fine mese una fattura (con ogni probabilità elettronica) con tutti i dettagli dei rifornimenti direttamente dal fornitore del servizio e non dal gestore e provvederà a regolarla, ovviamente con un mezzo di pagamento tracciabile).
Caso 4 – il dipendente del professionista o dell’impresa, non in possesso di un contratto di netting, fa il rifornimento durante una trasferta . In questo caso seguendo una delle ipotesi precedenti (caso 1 o 2), il dipendente deve pagare con un mezzo di pagamento tracciabile e il rimborso da parte del datore di lavoro dovrà avvenire sempre in modo tracciabile.
Per approfondire Le soluzioni prospettate: si rinvia alla L 205/2018; al Dl 79/2018, al DPR 444/97, al DPR 696/1996, alla circolare 42/E/2012 e alla circolare 8/E/2018. (Tratto integralmente da Il Sole 24 ore a cura di Benedetto Santacroce Link: http://amp.ilsole24ore.com/pagina/AETK28EF)
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