Antitrust multa Onorato per posizione dominante nelle merci

Il 23 marzo 2018, l’Autorità per la Concorrenza ha annunciato una sanzione di 29 milioni di euro per Moby e Compagnia Italiana di Navigazione (Tirrenia) per avere attuato una condotta lesiva della concorrenza nel trasporto di rotabili per la Sardegna.
L’inchiesta dell’Antitrust che ha portato alla pesante multa per Moby e Compagnia Italiana di Navigazione nasce dalle denunce ricevute tra gennaio e febbraio 2016 da due società di autotrasporto e logistica, la Trans Isole e la Nuova Logistica Lucianu, e dalla concorrente Grimaldi Euromed. Tali denunce riguardavano tre comportamenti ritenuti illegittimi. Il primo era che Moby e Tirrenia rifiutavano le prenotazioni provenienti dalle due società di trasporto, la seconda era che anche quando le compagnie marittime le accettavano, si rifiutavano d’imbarcare i loro veicoli, “specialmente in caso di trasporto di merci deperibili” e la terza riguardava il recesso unilaterale degli accordi commerciali stipulati, provocando un peggioramento delle condizioni economiche, come l’annullamento di pagamenti dilazionati e la richiesta di pagamenti anticipati o in contanti per viaggi da svolgere, o ancora la richiesta di bonifici come garanzia di scoperti, superiori alla fideiussione già emessa.
Trans Isole e Nuova Logistica Luciano affermavano che questi comportamenti erano iniziati quando loro hanno cominciato a usare anche le navi della Grimaldi. Quest’ultima sostiene che “detti comportamenti sarebbero stati chiaramente volti a dissuadere, più in generale, tutte le società di logistica operanti sul mercato sardo, dall’utilizzare i propri servizi al fine di escluderla dal mercato”. Grimaldi ha aperto la prima rotta ro-ro per la Sardegna poco prima della denuncia, ossia nel settembre del 2015. A tale proposito, l’Antitrust ha rilevato che tra settembre e ottobre poche imprese di trasporto hanno utilizzato tale linea, però “Moby/Cin monitorava da vicino l’operatività del nuovo armatore e delle imprese di logistica per verificare in maniera puntuale chi fra queste ultime si avvaleva del nuovo servizio”.
Tramite alcune email, l’Antitrust afferma che le società di Onorato “avendo, dunque, appurato che effettivamente alcuni dei suoi clienti si avvalevano della rotta Palermo-Cagliari-Livorno-Genova (e viceversa), Moby/Cin si attivava per impedire che le società di logistica utilizzassero il nuovo servizio offerto da Grimaldi”. Così, rileva l’Autorità, da quando Trans Isole ha iniziato a usare in modo consistente il servizio di Grimaldi “Moby/Cin iniziava a porre in essere alcuni comportamenti punitivi nei suoi confronti”. Il testo della sentenza porta l’esempio del 28 settembre 2015, quando “Moby dava istruzioni per non imbarcare i carichi di Trans Isole sulla rotta Olbia-Livorno (‘Trans Isole lascialo indietro se necessario’). Conformemente, il giorno dopo Cin rifiutava le prenotazioni dell’impresa di logistica di imbarco di due semirimorchi sulla rotta Cagliari-Civitavecchia e di quattro semirimorchi sulla tratta Olbia-Civitavecchia, asseritamene per assenza di spazio (‘spiacenti, non abbiamo disponibilitàì), come previamente deciso (‘rispondete che oggi non abbiamo disponibilità’)”.
Questi episodi si sarebbero ripetuti nelle settimane successive, anche con semirimorchi contenenti merci deperibili. L’Autorità sottolinea che da un lato la mancanza di disponibilità era dichiarata anche quando le navi avevano un fattore di carico del 32%, ma non se l’azienda pagava il viaggio in anticipo e in contanti. Inoltre, la compagnia marittima avrebbe tolto a Trans Isole gli sconti sulla rotta Olbia-Livorno, dove non c’era alternativa. “La ritorsione economica attuata nei confronti di Trans Isole è divenuta generalizzata quando, nel novembre 2015, Cin provvedeva alla comunicazione del recesso anticipato dal contratto (che dalla fine del 2015 era possibile anche con soli 7 giorni di preavviso, tramite l’invio di una semplice email); a seguito di tale recesso, a Trans Isole venivano applicate le condizioni economiche e commerciali nettamente peggiori, ossia quelle di norma riservate ai clienti non contrattualizzati”. La compagnia ha anche tolto da gennaio 2016 il pagamento dilazionato a 90 giorni su tale rotta.
Le società del Gruppo Onorato avrebbero adottato un atteggiamento analogo anche con altre imprese di trasporto, come la B.E.S.T., citata in una mail tra un dipendente di Moby e uno di Cin. Quest’ultimo rispondeva al collega, riferendosi alla società di trasporto che “ha chiamato e ovviamente ha detto che non ha imbarcato sr [semirimorchi, n.d.r.] per Livorno ma bensì per Genova. Ci dobbiamo incontrare nei prossimi giorni nel frattempo gli ho detto che non deve imbarcare neppure x [per, n.d.r.] Genova”.
L’Antitrust cita un incontro organizzato il 24 novembre 2015 a Cagliari da Moby/Cin per “influenzare i propri clienti” – cui avrebbero partecipato Pinna Trasporti, Logistica Mediterranea, Logistica Nieddu, Dasara Trasporti, Fradelloni e Nuova Logistica Lucianu – per “per convincerle a non cedere i propri carichi al concorrente Grimaldi, in particolare sulla rotta Palermo-Cagliari-Livorno-Genova”. L’Autorità aggiunge che in questo incontro, “secondo quanto dichiarato da alcune imprese di logistica nel corso del procedimento istruttorio, i rappresentanti di Cin hanno reso esplicito ciò che fino ad allora era rimasto un messaggio indiretto, chiarendo che ‘chi avesse deciso di imbarcare con Grimaldi i propri rimorchi non avrebbe più imbarcato con le società del gruppo Onorato’ e che ‘la società di logistica che avesse trasferito i suoi carichi a Grimaldi avrebbe dovuto affrontare anche l’attacco da parte di altri operatori di logistica rimasti con Cin e Moby”. Tale richiesta è stata ritenuta irragionevole dagli autotrasportatori, anche perché allora Onorato non aveva navi su tale rotta.
“A partire da quel momento, dunque, si andava delineando una divisione tra le più importanti imprese di logistica sarde, definite da esponenti della stessa Cin come ‘caricatori fidelizzati’, che imbarcavano solo ed esclusivamente con Moby/Cin, e quelle che erano considerate ‘traditrici’ poiché conferivano i loro carichi anche a Grimaldi”. La situazione si è ulteriormente scaldata quando Grimaldi ha aperto a gennaio 2016 la rotta Livorno-Olbia, con tariffe più basse di Moby/Cin. “Con la nuova rotta Grimaldi riusciva ad acquisire parte dei carichi di alcune tra le imprese di logistica sarde che rappresentavano dei clienti particolarmente importanti per Moby/Cin, come Pinna Trasporti, Logistica Mediterranea e Nuova Logistica Lucianu. Si tratta di tre imprese che nel 2015 congiuntamente trasportavano volumi pari al 30-40% del totale complessivo delle prime dieci società di logistica attive sulla rotta Porto Torres-Genova e il 70-80% sulla rotta Olbia-Genova”.
Da questo momento, scrive l’Autorità, “Moby/Cin iniziava ad attuare i medesimi comportamenti ritorsivi precedentemente posti in essere a danno di Trans Isole anche nei confronti di Pinna Trasporti, di Nuova Logistica Lucianu e di Logistica Mediterranea”. Dopo il primo utilizzo della nave Grimaldi, Nuova Logistica Lucianu e Logistica Mediterranea hanno ricevuto il recesso unilaterale del contratto da parte di Cin. Anche in questi casi, l’Antitrust ha rilevato mancati imbarchi, nonostante le navi avverso fattore di carico del 50% o perfino inferiore. Ma non basta, perché secondo l’Autorità le società di Onorato avrebbero fatto pressione sui committenti per non affidare trasporti alle società “traditrici”, a favore di quelle “fedeli”, utilizzando lo strumento delle tariffe di passaggio marittimo agevolate.
Moby/Cin non si è mossa solo contro Grimaldi, ma anche contro Grendi, quando ha aperto la rotta tra Marina di Carrara e Cagliari nell’aprile del 2016, che era poco usata dai trasportatori. Ciò sarebbe avvenuto, secondo Grendi, proprio a causa dei timori delle ritorsioni da parte di Moby/Cin sulle altre rotte. L’Autorità scrive che “tale tesi trova conferma nell’analisi istruttoria, dalla quale si evince che la riduzione dei volumi trasportati da Grendi non interessava tutte le imprese di logistica già storiche clienti di Grendi sulla rotta Cagliari-Vado Ligure, ma solo una parte di esse, e i dati relativi al periodo maggio-dicembre 2016 sono supportati dalle informazioni fornite dalle società di logistica interpellate, precisamente quelle che Moby/Cin consideravano ‘fedeli’ (…). Viceversa, le imprese che si avvalevano anche dei servizi di trasporto di Grimaldi utilizzavano la nuova rotta in misura pari, o addirittura superiore, rispetto al passato”.
Nella sua difesa, Moby/Cin ribalta le accuse, sostenendo che sarebbe Grimaldi ad approfittare della sua posizione dominante nel trasporto per la Sicilia e in altri Paesi del Mediterraneo (come la Grecia) per espandersi in Sardegna tramite una politica commerciale aggressiva, che avrebbe comportato anche il sottocosto. E aggiunge che anche questa denuncia all’Antitrust farebbe parte della strategia di estromettere Moby/Cin dal mercato. La compagnia contesta pure l’interpretazione di “mercato rilevante” usata nell’istruttoria. Moby/Cin ha anche spiegato che i cambiamenti contrattuali dipendono da questioni di natura finanziaria e che gli episodi di esclusione dell’imbarco sono saltuari.
Argomenti che non hanno convinto l’Autorità che, dopo una lunga analisi, ha ritenuto fondate le accuse di abuso di posizione dominante, violando l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Il verdetto è la multa di 29.202.673,73 euro, che deve essere pagata entro 90 giorni. Poco dopo l’annuncio della sentenza, Moby/Cin ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio, mentre Vincenzo Onorato che dichiarato: “Niente di nuovo sotto il sole, un atteso tentativo, fra i tanti, di vendetta del Sistema Italia-lobby contro l’occupazione del personale italiano. Singolare che l’Autorità Garante non si sia mai voluta interessare del monopolio sulla Sicilia nel settore dei trasporti via mare

Fonte: Trasporti Europa

Diminuisce prezzo gasolio camion a febbraio 2018

Il ministero dei Trasporti ha diffuso il valore alla pompa del carburante per calcolare i costi d’esercizio dell’autotrasporto a marzo. Calo rispetto al mese precedente.
Dopo il picco di gennaio 2018, il gasolio mostra una lieve riduzione il mese successivo. Le rilevazioni svolte dal ministero per lo Sviluppo Economico, e usate da quello dei Trasporti per definire i costi d’esercizio dell’autotrasporto, mostrano un vale medio di 1431,05 euro per mille litri, ossia 12,22 euro in meno rispetto a gennaio. È poca cosa, ma segna comunque un’inversione di tendenza, dopo sei mesi di aumenti consecutivi. Il ministero dei Trasporti aggiorna nel suo sito web i due valori per calcolare i costi dell’autotrasporto. Se il trasporto è svolto da un veicolo con massa complessiva fino a 7,5 tonnellate, o con qualsiasi massa se equipaggiato con motore fino a Euro 2, bisogna epurare solo l’Iva, quindi il prezzo da considerare è di 1,172 euro al litro. Se invece il veicolo ha massa superiore a 7,5 tonnellate e motore da Euro 3 in su, si depura anche lo sconto sulle accise, arrivando così a 0,958 euro al litro.

Fonte: Trasporto Europa

Nuovi controlli dell’Albo autotrasporto sulle imprese

Il 4 aprile 2018 scadrà il mandato dell’attuale Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori e una delle ultime iniziative dell’attuale compagine è intensificare il controllo sulle imprese iscritte. Il vice-presidente Silvio Faggi fa il punto della situazione, spiegando che finora è stato avviata la procedura di cancellazione per 20mila imprese che erano iscritte all’Albo ma non più alla Camera di Commercio, mentre altre 20mila sono iscritte a entrambi gli organi ma non risultato possedere alcun veicolo industriale. Questa, afferma Faggi “è un’anomalia che va risolta”.
Restano così 85mila imprese che sono iscritte all’Albo e alla Camera di Commercio e che hanno almeno un veicolo e ora l’Albo vuole verificare che abbiano tutti i requisiti richiesti dalla Legge. “In questo scenario, l’Albo avvia un’iniziativa che permetterà alle imprese iscritte di verificare direttamente, previa registrazione, le informazioni in archivio loro riguardanti, con la possibilità di intervenire per la loro correzione, se errate, o la loro integrazione, se mancanti”, aggiunge Faggi. “Ciò eviterà alle imprese di trovarsi esposte a richieste di approfondimento dello status della loro iscrizione, nonché di subire eventuali sanzioni nel caso di inadempimento”. Questo strumento sarà operativo dal 20 marzo sul sito web dell’Albo.
Stilando il bilancio dei tre anni di mandato di questo Comitato Centrale, Faggi cita il Portale Telematico “che permette la verifica dello stato di regolarità delle imprese di trasporto. Unire ben sei banche dati, istituite da altrettanti soggetti differenti, quando l’abitudine diffusa di enti e organismi vari è quella di generare prodotti che dialogano poco o per nulla tra loro, è stato davvero impegnativo. Ma il risultato è notevole e sotto gli occhi di tutti. Se usato in modo appropriato, questo portale può fornire agli Enti di controllo su strada, in tempo reale, informazioni utili e decisive sulla regolarità delle imprese. Penso, ad esempio, al trasporto dell’ultimo miglio, all’interno delle aree urbane, dove l’abusivismo è purtroppo elevato. I controlli eventualmente effettuati con l’ausilio di questo strumento sarebbero, in buona sostanza, più efficaci e, soprattutto, immediati”.
Il vice-presidente del Comitato centrale ricorda anche il Progetto Giovani, “che sta permettendo l’avvicinamento alla professione di conducente di veicoli pesanti, di nuova e giovane forza lavoro. Un programma reso possibile anche grazie al cospicuo contributo dell’Albo. La mancanza di autisti professionali, preparati ad intraprendere la propria attività nelle imprese inglobate in cicli produttivi e logistici sempre più complessi, è un problema reale di tutti i Paesi dell’Unione Europea. L’Albo Trasportatori è stato tra gli organismi nazionali che per primi hanno intrapreso un percorso concreto”.

Fonte: Trasporto Europa

Maltempo: Possibilità di deroga al Regolamento CE su tempi di guida, pausa e riposo

L’ondata di maltempo che sta interessando l’Italia può creare forti disagi all’autotrasporto, non solo per i problemi di viabilità e sicurezza, ma anche per quanto riguarda lo svolgimento di una corretta attività lavorativa nel rispetto dei tempi di guida, pausa e riposi.
È utile ricordare che il Regolamento CE 561/2006, all’articolo 12, in caso di fatti eccezionali prevede la possibilità di derogare alle disposizioni degli articoli dal 6 al 9 sui tempi di guida, i periodi di pausa e di riposo.
Pertanto, in caso di eventi eccezionali come ad esempio una situazione di maltempo, al fine di garantire la sicurezza del mezzo, delle merci e stradale, è possibile sforare l’orario imposto dalla normativa in termini di orari di guida e/o non rispettare gli obblighi di pause e riposi, procedendo come segue:
appena possibile fermarsi in un’area adeguata;
stampare lo scontrino (in caso di cronotachigrafo digitale) o scrivere sul retro del disco (in caso di cronotachigrafo analogico);
annotare le cause che hanno imposto la deroga (sforamento tempi di guida o mancato rispetto degli obblighi su pause e riposi).
se possibile, inoltre, è bene adottare ogni accorgimento utile a recuperare le energie psico-fisiche(prolungamento del riposo o delle pause).
Indichiamo qui di seguito un esempio di cosa scrivere per la deroga, per il caso in cui un autista non riesca ad osservare in tempo la necessaria pausa:
“Ai sensi del Regolamento CE 561/2006, art. 12, a causa di avverse condizioni metereologiche e al fine di garantire la necessaria sicurezza stradale, del carico e del mezzo, trovandomi lungo la A1 in zona Barberino del Mugello, ho dovuto prolungare il periodo di guida, ritardando la pausa necessaria”.

Fonte: Goliaweb